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Hampi: dentro a “Il libro della giungla”! Primo Tempo

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Dai ve lo ricordate tutti il cartone animato: “Il libro della giungla” vero? C’era Mowgli: il cucciolo d’uomo che veniva trovato dalla pantera Bagheera e allevato da una famiglia di lupi! Poi c’era Baloo che cantava: “Bastano poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar!” e Kaa il pitone che ipnotizzava le sue prede! Ovviamente non mi sono dimenticata degli elefanti e della tigre: Shere Kan!

Vi dico subito che in realtà Kipling, quando nel 1894 scrisse questa raccolta di racconti, non si era ispirato a questo particolare punto dell’India, ma la somiglianza è sbalorditiva e ovviamente super celebrata! 😉

Hampi (nello stato del Karnataka) si sviluppa attorno ad un fiume (molto secco in questo periodo dell’anno, tanto che si può passare da una sponda all’altra saltellando sulle sue rocce!) e si presenta come un posto che sembra essersi fermato nel tempo! Sono le rovine di un impero indiano: Vijayanagar, risalente agli inizi del 1300. Questo è stato uno dei regni più ricchi,maestosi e potenti della storia indiana  ma, dopo circa 250 anni di vita, venne raso al suolo da 5 sultanati arabi! Il regno venne saccheggiato e letteralmente fatto a pezzi ed è così che oggi ci si ritrova a passeggiare tra le sue rovine!

street

Forse non sarà la vera giungla indiana di cui Kipling parlava nei suoi racconti ma: vi ricordate le rovine che si vedono all’inizio del cartone animato? Ditemi se non assomigliano al Virupaksha Temple?

virupaska temple e il suo piccolo amico dietro

Dentro a questo tempio c’è pure lei: Lakshmi, l’elefantessa sacra. Entrare in questo tempio che domina ciò che rimane dell’ Hampi Bazar (il mercato di Hampi) comporta solo una piccola donazione ed è l’unico tempio del regno perduto utilizzato, ancora, come luogo di culto. Pensate che noi ci dormiamo esattamente davanti! Infatti, tutti gli hotel e le guesthouse si trovano ad Hampi Bazar, o dall’altro lato del fiume (dove l’atmosfera è molto più da: “vida loca”).

In ogni caso, dimenticatevi per un secondo delle favole perché, come al solito, quando si parla di animali e uomini, di fiabesco c’è sempre poco.

ele e scoiattoli

Non mi aspettavo di vederla dentro al tempio, invece era lì, con la sua proboscide tutta colorata a mangiare sotto un portico, senza essere legata (grazie al cielo) ma, non so: elefanti e tempio di pietra, per me, non è un abbinamento molto naturale. In questa situazione, non ho potuto fare altro che ammirarla, sempre ad una rispettosa distanza, lanciando maledizioni a tutti quei turisti IGNORANTI che davano un offerta per toccare l’elefante o farsi dare la benedizione (avrei voluto dargliela io una bella benedizione sui denti con la mano chiusa!).

Cosa devo dirvi: lei è BELLISSIMA, ha due occhioni giganti con delle ciglia da super diva e sprigiona dolcezza da ogni millimetro della sua grandezza; ma la situazione in generale, per me: è NO. Tutte le mattine viene portata dal suo guardiano a fare il bagno nel fiume; io  che vivo nel mondo degli unicorni e degli arcobaleni, mi ero già immaginata che, almeno in quel momento, Lakshmi avrebbe avuto la possibilità di stare nel suo elemento per un po’.  L’ora d’aria la davano anche in carcere! Niente di più lontano: siamo scappati dopo 2 minuti! Il guardiano era un continuo: urla, comandi, rimproveri e bastonate. Me ne sono andata via dicendo esattamente questo : “SPERIAMO CHE TI SCHIACCI PRESTO!”.

Statue di Ganesh fra le rovine di Hampi
Statue di Ganesh fra le rovine di Hampi

Ho solo una foto di Lakshmi, perché mi sono rifiutata di incrementare quella situazione (dove molti sembravano non notare niente di male…MAH) e pensare che è un elefantessa sacra e che in India questa specie animale è venerata per via di Ganesh: il dio con la testa   di elefante, figlio di Shiva e Parvati. Tutto questo per dirvi che, non importa come ve la mettono giù: tradizioni, sacro o quel che volete, per me di spirituale in queste scene non c’è proprio nulla! Pensare che basterebbe che Lakshmi si rendesse conto delle sue potenzialità per poter essere libera…e invece è paralizzata dalla paura e si vede piccola piccola, senza sapere che potrebbe schiacciare quell’ometto piccolo e andarsene via.

GANESH NUOVO

Tornando alle fiabe e ai racconti, per fortuna, anche se l’elefantessa non ricorda proprio la festosità del cartone animato, qualcosa che lo ricorda molto bene sono una altra specie di animali, che proprio non ne vuol sapere di farsi comandare o sottomettere: le scimmie!

Vi ricordate, nel cartone animato, quando Mowgli viene rapito e portato al loro tempio? Ecco, noi siamo stati al tempio delle scimmie proprio stamattina! Come sempre abbiamo programmato tutto molto bene la sera prima, ma poi nel mondo reale, siamo arrivati davanti al tempio alle 11:00 e ci siamo fatti la bellezza di 575 scalini sotto il sole carbonizzante, per arrivare sino al tempio e goderci una vista mozza fiato! 😉

Hanuman temple_Il tempio delle scimmie!nuovo

Le scimmie ad Hampi sono dappertutto! Non hanno regole, sono scaltre e agili: LE ADORO! Saltano sopra ai templi, dentro ai negozi e trovano sempre il modo di fare quello che vogliono! Cavolo, mi sembra giusto visto che SONO A CASA LORO! Ovviamente sono curiose e innocue, finché non si va a dargli fastidio ma, insomma, anche noi ci arrabbiamo quando qualcuno ci mette i bastoni fra le ruote o si immischia negli affari nostri! 😉

scimmie collage

Vi devo spiegare qualcosa di tecnico, ovvero: i palazzi, i templi e tutto quello che si trovava nel ricco impero di Hampi, erano costruiti per la maggior parte in pietra e in legno di sandalo. Normalmente, le basi dei palazzi erano in pietra, poi il resto veniva completato con il legno; ecco perché, in molti luoghi, sono rimaste solo le basi a ricordo di quello che c’era un tempo. Quando Hampi venne invasa (5 contro uno è mi è sembrata anche un’infamata! 😉 ) cercarono di toglierle tutto: bruciarono i suoi palazzi e rubarono tutte le sue ricchezze. Immaginatevi che duro colpo deve essere stato se, dopo questo attacco, uno dei regni più forti dell’India è stato incapace di riprendersi ed è diventato una sorta di museo a cielo aperto! Non a caso, si tratta di un sito dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Quando si cammina tra le rovine (non basterebbe un mese per vederle tutte) spesso ci si ritrova da soli. Non ci sono rumori, solo il sole che brucia, gli scoiattoli che sfrecciano in ogni direzione, rovine di templi da sogno ovunque si guardi e scimmie che ti tagliano la strada. Sembra di essere in un altra dimensione o, più semplicemente, sembra di essere in un luogo incantato, dove il tempo si è fermato chissà dove e tu ci sei rimasto incastrato dentro non capendo più cosa sia reale e cosa frutto della fantasia!

Krishna e underground

Qui sopra, per esempio, ci sono le foto del Krishna Temple e del suo antico mercato (o almeno di quello che ne resta); ogni volta che l’impero vinceva una battaglia, costruiva un tempio per auto celebrarsi e, ogni tempio, persentava davanti a se un bazar: un classico mercato indiano. Al mercato vi si potevano trovare: frutta,spezie e tessuti! Quando ci si cammina dentro, basta socchiudere un po’ gli occhi per  trovarsi immersi nel caos di quello che un tempo rappresentava la vita pulsante del villaggio; se ti impegni un po’, riesci persino a sentirne gli odori!

Nella stessa foto c’è anche l’ Underground Temple che, in realtà non era stato costruito sotto terra! Lo scorrere del tempo e la natura, però, lo avevano ricoperto di fango; è stato ritrovato durante gli studi di queste rovine quando, scavando, sono spuntati dei gradini e VOILà: ecco che spunta un nuovo tempio dedicato a Shiva!

In tutta Hampi si può esplorare e passeggiare fra le rovine in completa autonomia e libertà (ovvio che, se volete capirci qualcosa di più, una guida non guasta: ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche!). Ci sono solo tre posti che necessitano di un biglietto (lo stesso per tutti e 3 da utilizzare in giornata al modico prezzo di 500 rupie= 6 euro!) e uno fra questi è l’ Elephant’s Stable: lo stabile degli elefanti.

Elephantstable

Come potete vedere dalle foto, ogni elefante aveva la sua “cameretta”, mentre  nell’altro edificio (quello un po’ più sfigatello) si sistemavano i guardiani degli elefanti. Ovviamente non stiamo parlando di elefanti qualunque, ma di elefanti reali, quelli posseduti da personaggi importanti nell’impero Vijayanagar o da ospiti di rilievo! Penso che sia stata la prima volta che vedo una sistemazione per gli animali, più bella di quella degli uomini! YEEEE! 😉

Hampi è una sorpresa continua e non potevo sotterrarvi di informazioni perciò ho deciso di parlarvene in due puntate!Finisco parlandovi di questa foto, dove potete vedere: una statua che raffigura la quarta incarnazione di Vishnu (quella arrabbiata!) e una costruzione chiamata King’s Balance.

speriam

La statua di Vishnu è una statua monolitica, come tutte quelle che ci sono qui ad Hampi (anche i Ganesh che vi ho fatto conoscere all’inizio); mentre questa costruzione, che potrebbe sembrare qualcosa di poco interessante, invece, nasconde un bellissimo scorcio sulla storia di questo regno perduto. Questa sorta di cornice è quel che rimane di una maestosa bilancia! Ai tempi in cui il regno sfavillava di ricchezza, due volte all’anno, succedeva che: da un lato della bilancia si sedeva il re; dall’altro lato, invece, si caricavano oro e gioielli! Il gioco finiva quando la bilancia si trovava in perfetto equilibrio. Cosa succedeva a questo punto? Succedeva che tutto l’oro presente sul piatto della bilancia (che poi era equivalente al peso del re) veniva donato al popolo! Beh, speriamo che il re fosse bello cicciotto! 😉

Per il momento è tutto, SOLO PER IL MOMENTO! Voglio darvi il tempo di assaporare Hampi come ho fatto io: con l’attenzione che merita! Le prossime rovine e le prossime storie saranno nel secondo tempo di questo racconto che arriverà a breve!

A presto viaggiatori!

 

6 pensieri su “Hampi: dentro a “Il libro della giungla”! Primo Tempo

  1. Non ho parole…non mi ricordo neanche tutto quello che ho letto tanto l ho divorato! Complimenti per prima cosa per come è stato scritto con pathos e informazioni accuratissime degne di una enciclopedia! Mi rattrista molto andare con il pensiero all’ elefantessa e da quel racconto sono scappata al brano successivo. Magari è un modo per guadagnarsi
    guadagnarsi il pane…non so…non mi va di fare commenti. Bellissimi posti di cui non conoscevo l esistenza e perciò…Grazie Serena! Un abbraccio in attesa del prossimo…

    1. Grazie Marina!SI la storia dell’elefantessa è molto triste, ma purtroppo anche se tentano di eliminare queste cose nella realtà ancora ci sono…abbiamo imparato un sacco di cose ed è stato uno dei posti migliori visti sino ad ora!!! 🙂 elefantessa a pare il posto è MAGICO!grazie un bacio grandissimo!

  2. L’elefantessa ❤ e menomale che la considerano sacra!!! Come dici tu…mai fidarsi di quello che dicono, dietro c’è solo il dio denaro…anche se non sembra…in qualche modo c’entra sempre lui! Cmq mi sa che mi ero persa l’uscita di questo post…ma visto che la seconda parte è già pubblicata…corro a leggere 😉😘

    1. Hai ragione la gente pensa che tutto abbia un prezzo.. e piu che loro(indiani) che sono magari un po chiusi mentalmente…mi fanno accapponare la pelle i turisti che si fanno il selfie, che stocacciano senza rispetto e che ridacchiano di fronte alle bastonate…questo è quello che mi fa perdere la TESTA! Lei comunque è bellissima! Due occhioni che parlano! <3grazie Lucy <3

  3. Come tutti i tuoi post, ho adorato anche questo. Se tu fossi qui a raccontare il tuo viaggio, ti direi senza mezzi termini che: “pendo dalle tue labbra”, tanto assorbo ogni scorcio di questa straordinaria esperienza!
    Non è un caso che leggo volentieri i tuoi reportage…anche se il mal di stomaco da ansia, per quella povera creatura, mi divora. E il tuo augurio verso quel suo maledetto carceriere lo faccio anche mio!
    Vado a cercare la seconda parte del post!
    A presto,
    Claudia B.

    1. Già… è straziante perché sei davanti ad una cosa che vorresti fermare ma non sai come e ti senti piccolo e impotente e ti vergogni di far parte del genere umano! Claudia sei sempre carinissima grazie di regalarmi un po’ del tuo tempo per seguire la nostre avventure! Ti abbraccio forte!

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