L’Australia e l’autostop!

Vi avevo promesso qualche novità:eccola qui!!!

Aspettate un attimo,prima c’è bisogno di un po’ di introduzione.

Come sapete siamo tornati alla vita di farm, nel country side australiano.

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scusate la qualità della foto,prometto che metterò canguri più visibili e foto meno sgranate😁

Siamo nel bel mezzo del nulla (e lo intendo davvero,non è un modo di dire) in mezzo a alberi, polvere,mosche,canguri è un caldo da record. Abbiamo toccato temperature assurde:della serie, tipo 45 gradi all’ombra (se vi basta 😅) .

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Per spostarci dalla nostra base (la magica roulotte 😂) andiamo…in autostop!

Fin dai primi approcci qui in Australia l’autostop è sempre stata una attività molto soddisfacente,nel senso: si incontrano sempre un sacco di persone interessanti,a volte strane,a volte pure ubriache! (Dettagli…eheheh!)

Per esempio, l’ultima volta ci ha preso in consegna una ex professoressa Delle superiori in pensione che è stata davvero dolcissima ♥️

Dunque,dove sta la novità???

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La novità è che questa volta la storia di quella volta che ci hanno tirato su in autostop (quella volta è riferita a qualche settimana fa) ve la racconta Fede! Eh già,non ha mai scritto qui sul blog,lo vedete sempre nelle foto e si è divertito a realizzare i video del viaggio in India ma MAI aveva partecipato agli articoli prima d’ora…

Pronti per il suo primo racconto??? In questo modo vedrete le cose anche da una prospettiva diversa,la sua 😉. Enjoy!

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Trovare passaggi in autostop diventa sempre più difficile con il passare degli anni. Nella mia limitata esperienza di autostoppista ho riscontrato una grande differenza tra il 2011 e il 2017 per esempio. Prima contavi tre, quattro, cinque macchine e poi, matematicamente qualcuno ti tirava su; uomini, donne, famiglie, pazzoidi, ubriachi. Ora invece ci sono giornate in cui sono costretto a tornare indietro sconfitto dopo più di due ore con il pollice in su. Oggi però, non è stato il caso.

Arrivati a piedi dalla farm sulla Irrigation Highway, ci mettiamo sul ciglio con il nostro cartello, pollicione e gran sorriso ( nessuno vuole dare un passaggio a una faccia di culo, quindi sorridete ). Passano un po’ di macchine, una decina diciamo, e poi una Ford Falcon rossa si ferma in mezzo all’ autostrada quasi causando un tamponamento, è il nostro treno.

Gli corriamo dietro e dal sedile del passeggero scende un tipo biondo, sulla quarantina forse più, occhiali da sole, vestiti logori e un sorriso più grande del mio. Dice se ci da fastidio il cane sui sedili dietro, cazzo certo che no, quindi saliamo. Sgommiamo via e il cane di cui non ricordo il nome comincia a saltarci addosso e a leccarci, più che altro la Sere, e tra una leccata e un “seduto!” parliamo.

Alla guida c’è un uomo di età indefinita, ovunque tra i cinquanta e i settanta, cappello di pelle a tesa larga alla Crocodile Dundee, canotta, tatuaggi mezzi cancellati e la pelle di chi ha deciso di passare la vita sotto questo potente sole australiano. Sono due amici che campeggiano da un paio di mesi sulle sponde di un fiume non lontano dalla cittadina di Yanco in NSW; ci dicono che quella è la seconda volta di fila che compiono il tragitto tra il campo base e Narrandera, a 30 km di distanza visto che il biondo continuava a dimenticarsi la borsa, grasse risate.

Chiacchieriamo un sacco, a proposito della nostra avventura e della loro, e di come secondo mr. Crocodile Dundee l’Australia stia cercando di emulare sempre di più gli Stati Uniti, tanto quanto molti altri paesi nel mondo compreso il nostro rispondo io, come se il modello americano fosse in qualche modo attraente. Lui invece è un tipo più “old school”, vita all’aria aperta, natura, niente orari o regole, possiede un autobus con cui ha viaggiato ovunque in Australia. Il biondo ci chiede se abbiamo fretta e se ci andasse di fare una deviazione fino al campo base per prendere delle cose. Beh se volevo vivere con la fretta mica facevo l’autostop in Australia no? Quindi sì certo, andiamo. La Sere solo in seguito mi ha confessato che per un attimo ha temuto che fossero due pazzi serial killer in stile Wolf Creek, ma per me non esisteva nemmeno la più lontana possibilità, le vibrazioni che emanavano erano estremamente positive. E non mi sbagliavo.

Dopo una “breve” strada sterrata arriviamo in riva a questo fiume immerso nella lussureggiante vegetazione del bush australiano e lì davanti un autobus enorme, dimora di mr. Crocodile Dundee. Scende a fare quello che deve fare e nel frattempo il biondo ci fa un elogio di quel modo inconsueto di passare le feste. “Vedi” dice “qui mi sveglio la mattina e non devo pensare a niente, solo a lanciare il mio amo nel fiume, godermi la natura, stappare una birra, stare con i miei amici e fare qualche barbeque. Tutto qua, relax”. Come dargli torto.

Torna mr. Dundee e ripartiamo alla volta del centro di Leeton, destinazione del nostro autostop. Durante il tragitto confrontiamo la nostra abilità nel raccogliere arance e nonostante il biondo, a detta sua sia il più veloce, li stupiamo con il nostro recente record di 12 bins ( sei tonnellate per intenderci ) e con il nostro inglese eccellente a parere di mr. Dundee.

Arrivati al benzinaio dal quale avremmo poi proseguito a piedi, ci salutiamo calorosamente e ci facciamo gli auguri di buon Natale dato che oggi è la vigilia. Ci presentiamo alla fine, come veri vagabondi e scopriamo che il biondo si chiama Jim e mr. Crocodile Dundee si chiama Rick. “Venite a trovarci al campo base” ci dicono, “certamente” rispondiamo noi. Probabilmente non ci incontreremo mai più, ma certe persone lasciano il segno..         

Fede

un tempo l''autostop non ci serviva,avevami lui😍
un tempo l”autostop non ci serviva,avevamo lui😍

Che ne dite ragazzi:è o non è un’avventura emozionante alzare il pollice e tentare la fortuna???

A presto, con nuove storie da quaggiù,dove tutto è al contrario😉

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